1 Novembre – XXXI Domenica del T.O. – Solennità di Tutti i Santi

Vangelo

Mt 5, 1-12

In quel tempo1vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

3«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
5Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.


Ermes Maria Ronchi, su Avvenire: Quel Dio che ha scelto come beati gli ultimi >>>  

Cosa significa beato, questo termine un po’ desueto e scolorito? La mente corre subito a sinonimi quali: felice, contento, fortunato. Ma il termine non può essere compresso solo nel mondo delle emozioni, impoverito a uno stato d’animo aleatorio. Indica invece uno stato di vita, consolida la certezza più umana che abbiamo e che tutti ci compone in unità: l’aspirazione alla gioia, all’amore, alla vita. Beati, ed è come dire: in piedi, in cammino, avanti, voi poveri (A. Chouraqui), Dio cammina con voi; su, a schiena dritta, non arrendetevi, voi non violenti, siete il futuro della terra; coraggio, alzati e getta via il mantello del lutto, tu che piangi; non lasciarti cadere le braccia, tu che produci amore. . …..


Luciano Manicardi, monastero di Bose: La forza trasformativa delle beatitudini>>>

“Vedendo le folle, Gesù salì sul monte …” (Mt 5,1). La pagina delle beatitudini, testo evangelico che ogni anno ritorna nella festa di Tutti i Santi, presenta anzitutto lo sguardo di Gesù, sguardo che non solo vede l’invisibile, ma che vede diversamente ciò che gli altri vedono. Il suo sguardo, che trova eloquenza nelle beatitudini, riabilita condizioni ritenute indegne, umilianti, segnate da vergognosa debolezza, nella società del tempo. Sia l’umano che il divino sono visti da Gesù con un occhio particolare, che sconvolge gli sguardi abituali tanto sull’uomo quanto su Dio. Dirà Paolo, dopo aver conosciuto l’accecamento che lo renderà capace di vedere, dopo aver riconosciuto che la luce che lo guidava non era che tenebra e che il suo sguardo era inficiato da zelo cattivo: “Dio ha scelto ciò che è stolto per il mondo per confondere i sapienti; Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo per confondere i forti; Dio ha scelto ciò che è ignobile e disprezzato per il mondo, ciò che è nulla, per ridurre al nulla le cose che sono” (1Cor 1,27-28). La logica della croce, della morte e resurrezione, ancora invisibile agli occhi dei più, è già operante nelle parole e nella vita di Gesù ed emerge nelle beatitudini. ….


Gesuiti Villapizzone, Milano ( http://www.gesuiti-villapizzone.it/sito/lectio/vangeli.html )

… Perchéil Cantico di Maria? … >>>

…Quelle che Gesùqui dice non sono cose da fare: sono un autoritratto, quello che fa lui, quello che fa Dio, quelloche fa il Figlio di Dio. In tutti questi capitoli vedremo il ritratto del Figlio che èil volto di Cristo, il volto del Figlio dell’Uomo che èil volto di ogni uomo. Èciòche Gesùèvenutoa donare con il suo spirito ad ogni uomo. .….

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