4 Ottobre 2016 – San Francesco d’Assisi

CAPITOLO XI SPIRITO DI PROFEZIA E PREDIZIONI Dl SAN FRANCESCO 363 26.

Il beato padre Francesco, ricolmo ogni giorno più della grazia dello Spirito Santo, si adoperava a formare con grande diligenza e amore i suoi nuovi figli, insegnando loro, con princìpi nuovi, a camminare rettamente e con passo fermo sulla via della santa povertà e della beata semplicità.

Un giorno, pieno di ammirazione per la misericordia del Signore in tutti i benefici a lui elargiti desiderava conoscere dal Signore che cosa sarebbe stato della sua vita e di quella dei suoi frati. A questo scopo si ritirò, come spesso faceva, in un luogo adatto per la preghiera. Vi rimase a lungo invocando con timore e tremore il Dominatore di tutta la terra, ripensando con amarezza gli anni passati malamente e ripetendo: «O Dio, sii propizio a me peccatore!»(Lc 18,13). A poco a poco si sentì inondare nell’intimo del cuore di ineffabile letizia e immensa dolcezza. Cominciò come a uscire da sé: l’angoscia e le tenebre, che gli si erano addensate nell’animo per timore del peccato, scomparvero, ed ebbe la certezza di essere perdonato di tutte le sue colpe e di vivere nello stato di grazia. Poi, come rapito fuori di sé e trasportato in una grande luce, che dilatava lo spazio della sua mente poté contemplare liberamente il futuro. Quando quella luce e quella dolcezza dileguarono, egli aveva come uno spirito nuovo e pareva un altro.

 

Le Fonti Francescane Sezione seconda VITA PRIMA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI

29 Settembre 2019 – XXVI Domenica del T.O.

Luca 16, 19-31

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:”19C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 20Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, 21bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. 22Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. 24Allora gridando disse: «Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma». 25Ma Abramo rispose: «Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. 26Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi». 27E quello replicò: «Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, 28perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento». 29Ma Abramo rispose: «Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro». 30E lui replicò: «No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno». 31Abramo rispose: «Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti»».


Ermes Ronchi, su Avvenire: Il peccato del ricco? Non vedere i bisognosi   >>>

Enzo Bianchi, monastero di Bose:“ Il ricco e il povero Lazzaro >>>

Gesuiti Villapizzone, Milano ( http://www.gesuiti-villapizzone.it/sito/lectio/vangeli.html ) >>>

Ora qui lui è consolato,tu invece travagliato.

Riprende un tema caro a Luca: il povero, gettato alla nostra porta,è il Cristo che ci salva.Invece di scavare l’abisso tra me e lui, sono chiamato a colmarlo:dando al fratello, divento io stesso figlio

Settembre 2019

Mercoledì 18 Settembre  

       
Ore 15.30-18.30 Grande gioco con tutti i bambini e ragazzi del catechismo e delle associazioni

Ore 18.30 Santa messa presieduta da Sua Ecc.za l’Arcivescovo Mons. Luigi Vari con inaugurazione dell’anno pastorale

Domenica 22 Settembre

Adorazione Eucaristica

Maria Santissima – Stella della nostra speranza 

Ore 17.15 Adorazione Eucaristica

Ore 19.00 Santa Messa

31 Agosto – 8 Settembre 2019 – Festa della Madonna di Castagneto

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25 Agosto 2019 – XXI Domenica del T.O.

Ermes Ronchi, su Avvenire: Quella porta «stretta» per aprirci all’essenziale  >>>

Enzo Bianchi, monastero di Bose:“Lottate per entrare attraverso la porta stretta!”>>>

Gesuiti Villapizzone, Milano ( http://www.gesuiti-villapizzone.it/sito/lectio/vangeli.html )

Ci sono ultimi che saranno primi e ci sono primi che saranno ultimi

La salvezza è ciò che ogni uomo si sforza di raggiungere. Se è religioso, cerca di essere più bravo di tutti gli altri per meritarla. Se non è religioso si dà da fare per essere più ricco e potente di tutti. Ma la porta della salvezza “stretta”. È l’amore gratuito del Padre per i suoi figli, che non si può conquistare con meriti né pagare con soldi: non sarebbe né amore né gratuito. Può solo essere accolto da chi ne sente il bisogno.

Lc 13,22-30

22 Agosto – BEATA VERGINE MARIA REGINA

Regina del mondo e della pace

La santa Vergine Maria fu assunta in cielo. Ma il suo nome ammirabile rifulse su tutta la terra anche indipendentemente da questo singolare evento, e la sua gloria immortale si irradiò in ogni luogo prima ancora che fosse esaltata sopra i cieli. Era conveniente, infatti, anche per l’onore del suo Figlio, che la Vergine Madre regnasse dapprima in terra e così alla fine ricevesse la gloria nei cieli. Era giusto che la sua santità e la sua grandezza andassero crescendo quaggiù, passando di virtù in virtù e di splendore in splendore per opera dello Spirito Santo, fino a raggiungere il termine massimo al momento della sua entrata nella dimora superna.

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21 Luglio 2019 – XVI Domenica del T.O.

Ermes Ronchi, su Avvenire: Marta e Maria, il Signore cerca amici non servi”  >>>

Enzo Bianchi, monastero di Bose: La porzione buona”” >>>

Gesuiti Villapizzone, Milano ( http://www.gesuiti-villapizzone.it/sito/lectio/vangeli.html )

Seduta accanto, ascoltava la sua parola

Ci sono due forme di religiosità: quella di Marta, che vuol piacere al Signore, e quella di Maria, alla quale piace il Signore. La prima è tutta presa da ciò che deve fare per lui, la seconda da ciò che fa lui per lei. La prima è la religione della legge, la seconda è il vangelo dell’amore. Se prima non accogliamo l’amore del Samaritano per noi, il nostro fare è sempre simile a quello del lo scriba, del sacerdote e del levita

14 Luglio 2019 – XV Domenica del T.O.

Ermes Ronchi, su Avvenire: Quando le regole oscurano la legge di Dio >>>

Enzo Bianchi, monastero di Bose: “Fare Misericordia”   >>>

Gesuiti Villapizzone, Milano ( http://www.gesuiti-villapizzone.it/sito/lectio/vangeli.html )

Amerai…

Per avere la vita dobbiamo amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come noi stessi. Ma nessuna legge e nessun rito ci dà la vita: possiamo amare solo se siamo amati. Il Samaritano è Gesù che ama me e ciascuno di noi. Nella misura in cui sperimento il suo amore per me, posso fare agli altri ciò che lui ha fatto a me.

Lc 10,25-37